14 luglio 1789 - La Reine

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“A differenza che nei racconti, la vita vera, quando è passata, si sporge non sulla chiarezza ma sull’oscurità. Ho pensato: ora che Lila si è fatta vedere così nitidamente, devo rassegnarmi a non vederla più.” (1)

 

“No, Sire, è una Rivoluzione!” (5)

Mio marito non fa che ripeterlo.

È tutta la notte che va avanti a urlare “tradimento!”

Sono scappata da lui.

Io non credo a ciò che mi stanno dicendo.

E non voglio nemmeno più ascoltare, né lui né chi è venuto a dare queste brutte notizie.

 

Corro per i corridoi, come non facevo da tempo - da quando ero una ragazzina.

Una ragazzina di tredici anni che arriva nel castello delle fate. Quello che ora è diventato una prigione dorata.

Sento i miei passi per i lunghi corridoi, rimbombano nelle stanze ormai vuote, anche se sono passi leggeri.

Hanno sempre detto che camminavo leggera, come una ballerina. Ma in realtà, sto scappando, ho bisogno di allontanarmi.

Vorrei correre verso il mio palazzo, il mio Trianon.

Ma non è possibile.

Posso solo tornare nelle mie stanze. Quelle che ho tanto amato, ma tanto odiato.

 

Sono sconvolta. Non arrivo neppure a crollare sul letto. Cado a terra appoggiandomi alla ringhiera.

Non ce la faccio.

Ho bisogno di essere sorretta, perché sento che qualcuno che amavo ora non c’è più.

È come se mi avessero scaraventato da una barca in un mare in tempesta.

Perché non c’è più la mia amica a cui tendere la mano per venire a prendermi, anche se sto correndo su un cavallo imbizzarrito o mi sto perdendo nelle mie follie.

Posso solo aggrapparmi alla ringhiera.

Lei non c’è più.

Cerco di respirare con calma, ma i singhiozzi sono tanti e non riesco a fermare le lacrime.

Come posso fare senza di lei?

Cosa potrò mai vivere sapendo che lei non è più al mio fianco?

E ora nemmeno più in questo mondo?

Spesso mi sono sentita perduta, ma mai come in questo momento.

Mi ronza nella testa la parola di mio marito “tradimento”.

Non potrà mai esserlo.

Lei era l’amica più leale che potessi avere.

Lei non mentiva, lei cercava di capirmi, ma soprattutto cercava di dirmi la verità e ciò che pensava sinceramente

Non si è mai nascosta dietro ai suoi interessi personali come altri hanno fatto.

Lei voleva solo il mio bene.

Sapevo che, in ogni circostanza, potevo contare su di lei.

Sapevo che mi avrebbe detto ciò che pensava con sincerità.

Non mi importa se le sue idee erano diventate così diverse dalle mie.

Non mi interessa se lei non mi avrebbe più protetto, perché credeva nel popolo francese e non nella famiglia reale.

Piangevo io e piangeva lei, quando ci siamo salutate.

Ci siamo allontanate, ma la nostra amicizia, un’amicizia che durava da vent’anni, non si poteva – né si può - dimenticare o abbandonare.

Abbiamo percorso un lungo cammino, io e lei assieme.

Quando io correvo, mi fermava, quando lei correva, io cercavo di stare al suo passo.

Ora mi ricordo quando lei ha fatto in modo che tornassi a cavalcare, dopo l’incidente… una mattina presto, dopo che la sera prima lei e André erano venuti a scusarsi... e poi di nascosto all’alba siamo usciti a cavallo.

Ricordo ancora le mie risate quando ero riuscita a tornare in sella e lei, vicino a me, sorrideva.

Lei è sempre stata accanto a me, nonostante tutto.

Mi sono sempre chiesta se si fosse allontanata per il mio bene, ma credo che davvero l’avesse fatto per un motivo più che valido. Che forse non saprò mai. 

Eppure, siamo così diverse…

Io sono rimasta nel vecchio regime, in una società costruita da mia madre e nella quale continuo a credere.

Lei è così cambiata in questi anni, si è… si è posta domande, non si è arroccata dietro un comodo credo. Ha accettato i cambiamenti, ha messo in atto la sua crescita e la sua evoluzione.

Mentre io sono rimasta la ragazzina che corre nei saloni.

Mi chiedo se sarò mai in grado di crescere e diventare adulta come lo era lei.

E l’immagine del suo sorriso che mi guarda da cavallo mi conforta.

Sì, lei può ancora darmi molto della sua forza, come ha fatto in passato.

Le lacrime si fermano e sorrido.

Nel cassetto del mobile c’è il completo per cavalcare.

Vorrei metterlo per uscire di nascosto all’alba per andare a cavallo assieme a lei e cavalcare fino al sorgere del sole.

Ma non posso fare altro che aspettare l’alba davanti alla finestra.

E sarà un altro giorno, stavolta senza di lei.

Ma so che lei mi ha dato qualcosa più di tutti gli altri miei amici. Ha saputo avere il coraggio di essere se stessa. Di rimanere fedele a se stessa fino alla fine, tenendo fede a quella che riteneva la sua verità.

E, con questo, dà anche a me il coraggio di essere me stessa. (3)

E questa sua forza posso tenerla con me nel suo ricordo!

Lui può urlare “tradimento” finché vuole!

Io penso a una sola cosa… ho perso una delle mie migliori amiche.

E questa è una perdita che nessun’altra amica potrà colmare.

È l’unico mezzo che ho per tenerla in vita… cercare di almeno avvicinarmi alla sua forza, al suo coraggio, alla sua fede.

Ci sono delle rose bianche sul mio comodino... forse le sue preferite … penso.

 

Saranno proprio quelle rose a sostenermi anche nei momenti finali, nell’ottobre del 1793, quando dovrò affrontare le pene più dure e strazianti.

Cercherò con tutte le mie forze di pensare a lei e al suo coraggio, per esserne almeno all’altezza.

Pensare a lei mi farà sentire più forte.

Questo è il dono che la sua amicizia mi ha lasciato.

Mi chiedo solo se la Storia riuscirà a ricordarmi coraggiosa come lo era lei, mentre la folla, dopo il colpo secco della lama, grida “Vive la République! Vive la Nation!” (4)

 

 

Bibliografia: 

(1) Elena Ferrante: “L’amica geniale. Volume quarto. Maturità-Vecchiaia. Storia della bambina perduta” edizioni E/O 2014

(2) dialogo tra il re di Francia Luigi XVI e il duca di Liancourt alla notizia della caduta della Bastiglia a Parigi durante la Rivoluzione francese del 1789

(3) R. Ikeda. Le rose diVersailles, volume, 5, J- Pop

(4) Carolly Erickson “Maria Antonietta”. Edizione Oscar Storia Mondadori 1991- ristampa 2010

 

Lodoc, 2 luglio 2026 - pubblicazione sul sito Little Corner luglio 2026

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