Piagnola
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AH!
Finalmente!
Non mi sembra vero!
Solo, tranquillo, e seduto su questa sedia in
compagnia di un buon bicchiere di vino.
Senza… la piagnola!
Dio del Cielo!
Cosa ci avrò mai visto in Rosalie quel dannatissimo
giorno??
Perché l’ho sposata?
Certo! Perché non l’avevo ancora vista piangere!!
Che silenzio! Che pace!
Qualcuno di voi, leggendo,
non capirà… ebbene io sono qui per spiegarvelo. In poche righe.
Ho sposato una lagna!
La donna più avvilente di Francia.
La più piangente!! Piangeva sempre!
Avrei dovuto capire molto prima in quale ginepraio
mi stavo avventurando, unendomi per la vita (almeno fino a stamattina eh eh!) a
quella donna.
Già dal giorno del nostro matrimonio.
Ovvero... è normale che una donna pianga il giorno
delle sue nozze. Ma giusto il tempo consentito dalla buona creanza e
dall’educazione!
Non era un matrimonio! Era un funerale!
Rosalie pianse prima della cerimonia, durante (con
grande imbarazzo degli invitati, quando decise di soffiarsi le nari, ehm ehm…
proprio con il suo vestito! Per non parlare di quando si lanciò su Oscar in un
pianto struggente… facendola cadere rovinosamente a terra!).
E pianse anche dopo.
“Sono così felice, Bernard!” mi ripeteva in
continuazione.
E piangeva.
“Ti amo, Bernard…”
E piangeva.
“Stanotte sarò tua, Bernard.”
E piangeva.
E che palle!!
Ma la parte tragica deve ancora da venire!
Un uomo navigato si abitua a mille espressioni di
piacere da parte di una donna... ehm... anche io avevo qualche esperienza alle
spalle.
Alcune donne gemono, altre mugolano, altre ancora
urlano. Talune addirittura rimangono in silenzio, non negando tuttavia, a
dispetto di ciò, al loro amante una soddisfazione non indifferente.
Lei no!
Secondo voi lei cosa faceva??
Piangeva!!
Datemi un uomo. Un uomo qualsiasi, che si è sempre
ritenuto un amante di buone qualità, che si prodiga per dare piacere alla
fanciulla cui dedica tempo ed attenzioni, preliminari e languide carezze.
Come reagirebbe questo povero diavolo, se la
signorina in questione piangesse durante l’incontro amoroso?
“Sì… dai così... ancora…”
Parole che possono dare fremiti intensi, amplificare
la lussuria ed il godimento quando pronunciate da una donna, presa dalla voluttà.
Ma immaginatele, dunque, pronunciate piangendo,
singhiozzando!!
Sì! Perché così si espresse Rosalie, nella nostra
prima notte di nozze!
La mia virilità ne fu sconvolta.
Confesso che dovetti ricorrere a tutta la mia
conoscenza dell’ars amandi ed a tutta la mia fantasia (richiamando scene
erotiche di donne… che non piangevano… perlomeno!) per riuscire ad avere un
rapporto soddisfacente.
“E’ stato così bello, Bernard… facciamolo
ancora…” mi mormorò.
Ah! Quanti uomini non aspetterebbero sentire altro
dalla loro compagna…
Ma… Rosalie me lo disse… piangendo!!
Il mio povero “Giacomino” si ritrasse… e non
si fece più vedere per molto tempo.
Del resto, che spinta erotica o di desiderio poteva
avere quella… piagnola??
Comunque sia… iniziò la nostra vita.
Rosalie si fece subito riconoscere nel nostro
quartiere.
Più che altro per una sua inquietante abitudine.
Ogni mattina si recava al mercato. Dopo aver fatto
provvista, piangendo davanti a sedani e patate e, commovendosi oltremodo di
fronte a dei gustosi funghi champignon, si recava alla bancarella di Denise, una
vecchietta pettegola oltre ogni dire, che conosceva vita morte e miracoli di
ogni abitante del quartiere.
Ed erano soprattutto le morti ad interessare alla
mia (sic!) Rosalie.
Si informava minuziosamente su chi, come, quando
avesse lasciato questo nostro vecchio mondo. Il motivo è semplice.
Tornava a casa, facendomi la cronaca delle altrui
disgrazie che avevano portato ad una morte più o meno prematura a seconda dei
casi.
E’ vero! Sono un giornalista, direi di belle
speranze… ma non amo dilungarmi sulla jella!
Comunque a Rosalie questo non interessava.
E raccontava, risoluta, ogni
particolare…piangendo…
Dopodiché, mi preparava un pranzo veloce (lavando
le verdure sotto la pioggia fine del suo pianto) e correva a prepararsi per
partecipare al funerale del poveretto morto in giornata.
“Ma come! Nemmeno lo conoscevi, Rosalie!”
sbottavo.
Lei spalancava gli occhioni:
“Ma Bernard… poveretto… cosa c’entra?
E’... morto…” mi rispondeva..ricominciando a piangere.
Dio mio…
Tornando alla nostra vita “intima”… il
comportamento di Rosalie aveva spento definitivamente ogni mio lampo erotico…
e comunque portava disturbo anche alla nostra relazione.
Così mi decisi a rivolgermi ad Oscar.
Feci in modo di incontrarla a Parigi, in una
locanda.
Avevo bisogno di un suo consiglio, o anche di una
parola di conforto. In fondo lei conosceva Rosalie da molto tempo…
AH! Ricordo quel momento.
Entrai nella locanda e scorsi Oscar seduta ad un
tavolo, piuttosto in disparte. Appena mi vide andare verso di lei, si alzò, mi
salutò e…
MI SORRISE!
AH! Goduria, Libidine, ecc. ecc.
Quel sorriso! Da quanto tempo non vedevo una donna
sorridere a me? A me, Bernard Chatelet?
“Giacomino” si risvegliò dirompente (dopo
parecchio tempo!) davanti a quel sorriso, che su di lui aveva avuto lo stesso
effetto di seni prosperosi e sodi glutei femminili.
Con lei c’era André. Anche lui mi rivolse uno
splendido sorriso.
“Giacomino” si ringalluzzì ulteriormente.
Non avevo mai fatto caso a quanto fosse bello André!
Me li volevo fare! Tutti e due! Subito!
E così fu.
Iniziò una stagione stupenda, fatta di incontri
amorosi, di amplessi esagerati nei posti più impensati… e (finalmente!) di
risate, risi, risolini e risatacce... alla faccia della “piagnola”!
Purtroppo, però, dopo quei momenti estatici…
dovevo fare ritorno a casa.
L’umidità del nostro appartamento, a causa delle
lacrime di Rosalie, era diventata insopportabile.
Muschi e licheni crescevano rigogliosi sui muri ed
io ero perennemente raffreddato.
Ma lei non cambiava.
E così… arrivai alla tragica (??) decisione.
Poveretta.
E’ “caduta dalle scale”.
Si stava soffiando il naso, piangendo ovviamente.
Forse, impegnata nel disbrigo di questa abluzione non si è accorta di essere in
bilico su uno scalino del ballatoio (eh eh!)
Così è inciampata, caduta e poi…
L’ho guardata. Aveva un’espressione sorpresa e
accigliata nella morte.
Io so perché!
Che occasione si era persa! Scommetto l’anima
contro qualunque cosa.
Pur di poter piangere, quella donna avrebbe voluto
poter partecipare anche al proprio funerale.
E adesso… sono qui.
Stasera mi attende una notte di fuoco con André ed
Oscar.
Uhm… fremo già all’idea. Dovrò
“ringraziare” André.
E’ lui che mi ha suggerito questo piano
machiavellico.
Prima però, dovrò ricevere ancora qualche visita.
Condoglianze, dimostrazioni di vicinanza.
La signora Corbière se ne è andata pochi minuti
fa.
Ha messo tutta se stessa per cercare di consolarmi.
Come io ho dovuto mettere tutta la mia buona volontà per non mettermi a ballare
e cantare!
Ad un certo punto, mi ha posato un braccio sulla
spalla dicendomi:
“Oh… Bernard… Bernard… siete così
addolorato che non riuscite nemmeno a piangere. Provate a farlo. Provate a
sfogarvi. Vi sentirete un po’ meglio, dopo! Piangete pure liberamente. Non vi
è nulla di vergognoso nelle lacrime di un uomo in momenti come questo!”
AAAAAAAAAARGHHHHHHHHHHHHH!
Fine.
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