Bei Watch

Episodio Special

La morte nera (ossia come i bagnini sconfissero il MOIGE)

 

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scritto da Monica/Windeyes

La dura giornata di lavoro era finalmente terminata per i nostri beiwatch...

André, sempre più perso dietro ad Oscar, era rientrato nel suo bugigattolo e aveva trovato un’enorme cassa di legno, piena di etichette siglate “From Canarian Isles”…

“Dio... non è possibile...” pensò deglutendo, e quasi strozzandosi…

E INVECE SI’!!

“Io non la apro... mica sono scemo!”

Ma non ce ne fu bisogno. La scatola si aprì da sola, e indovinate chi vide sbucare il nostro bagnino, sempre più inorridito?

Era lei. La piagnola! Lembi di vestiti e capelli stopposi, lei, la soluzione mondiale al problema della siccità, lo guardava trionfante (ma, per carità, senza ridere…)

“Ebbene sì! Rosalie è quiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!” urlò.

“Mannaggia pure qui Carramba che sorpresa... santo dio!!”

“Pensavate di esservi liberati di me, vero???” Lo aggredì la piagnola, puntando un dito accusatorio sul petto di André.

“No... sono ateo... non credo nei miracoli... E tu... toglimi quel dito di dosso, portajella che non sei altro! Pensavo di averti sconfitto... come hai fatto a ritornare??”

L’erba maligna non muore mai… André... basta pensarci...

“Devo ringraziare Raffaella Carrà..lei fa tornare TUTTI! E pure a spese degli abbonati RAI!!” esultò la piagnola.

“Io voto Berlusca! W Mediaset!” esclamò per tutta risposta il belwatch e agguantò la piagnola. “Hai fatto male a tornare... mo vedi... altro che Raffaella Carrà…”

Tutto sommato la re-entry della piagnola aveva qualcosa di buono: si sarebbe potuto sfogare, anche se non esattamente nel modo in cui avrebbe voluto.

 

Quasi nello stesso momento, il bagnino 2 ossia Alain, era in dolce compagnia.

La vichinga tedesca che aveva agganciato era seduta vicino a lui, sulla macchina di Alain.

Niente modelli americani, ma una bellissima 850 FIAT classe 1965, sedili in pelle di ghepardo, madonnine illuminate, cuscini di pizzo e una simpatica ghigliottina in miniatura appesa allo specchietto retrovisore.

Alain era uno che aveva classe! E si sa, in America tutto ciò che è europeo fa molto intellettuale…

Come la musica che Alain e Sigfrida, la vichinga in questione, stavano ascoltando.

L’ultimo cd di Er Piotta, per cui Alain andava pazzo, fatto arrivare di importazione (of course!) dall’Italia.

Sigfrida lo ascoltava estasiata.

Alain era proprio un mito. L’ultimo dei ribelli! Parlava di attacco, difesa, abbattimento delle barriere… ah! Quale impegno sociale…

Alain aveva aperto il tettuccio apribile della sua 850 Special Abarth, e parlava osservando le stelle.

“Eh… sì… aveva ragione LUI!! Hasta la victoria siempre!!!” sbottò con un’aria saputa Alain.

La vichinga, sempre più azzarata dal bagnino politically impegnative azzardò “Che Guevara, vero?” con una voce estasiata, pronta a cedere alle avances di Alain.

“No... Maradona...” rispose lui. Poi, con fare mandrillo, allungò un braccio verso la vichingona.

Ma lei pareva presa, improvvisamente, da ben altro. “Sono belle le stelle eh?”

“Sì… le stelle sono belle, milioni di milioni… Le lucciole sono romantiche... ahò... la conosco già questa storia… poi arriva il MOIGE e noi non “famo” più... Dai vie' qua...”

“No..andiamo sulla spiaggia… e più romantico…” sospirò la vichingona.

Al povero Alain non rimase che acconsentire alla richiesta della Sigfrida, così uscirono dalla macchina, e si recarono verso la spiaggia.

 

Camminavano da un po’ (Alain intanto continuava a tentare un abbordaggio...) finché il nostro eroe fu attirato improvvisamente da una luce.

Una baracca illuminata. Cos’era mai?

“Aspetta qui a’ Mercedes Benz (Alain era un fissato delle quattro ruote), arrivo subito.”

Con fare guardingo, si avvicinò alla baracca e sbirciò da una finestrella.

“Miiiiiii non ci posso credere! Sono loro!! La Morte Nera!!”

Erano loro sul serio! Il MOIGE, o almeno alcuni dei suoi rappresentanti più eminenti. Non li aveva certo riconosciuti dal viso, ma proprio dal fatto che non si vedessero i loro bei faccioni.

La setta, infatti, indossava un pastrano moooolto simile a quello del Ku Klux Klan..(e tutto sommato non erano di idee molto diverse sti' impuniti, pensò Alain guardandoli).

Aveva tutta l’aria di una riunione segreta, ma il povero Alain non ci capiva un’acca. Parlavano in un modo stranissimo, sembravano Luca Giurato.

L’unica soluzione era André. Lui con il MOIGE ci aveva battuto la testa a muso duro.

Così tornò sui suoi passi, liquidò la Mercedes Benz (seppur a malincuore… era la PRIMA volta, da quando era iniziata quella serie, che aveva l’opportunità di “beccare”!) e si recò verso l’altra baracca, quella di André.

 

Appena entrato, quasi ci rimase.

“NOO! E’ che ci fa qui la piagnola??” Poi, scoppiò a ridere.

“Vedi un po’… prima l’ho suonata la Pia(g)nola… e adesso guarda lì” rispose Andre al suo amico.

La piagnola era legata, imbragata letteralmente ad una sedia. Di fronte a lei, un televisore acceso che trasmetteva Satyricon di Luttazzi.

André, seduto su un’altra sedia, con un bicchiere di succo di mela (e te pareva?) in mano.

“Che fai, André?”

André sogghignò. “Mi sto divertendo un po’! Mi sto sfogando… torturo la piagnola, e quale modo migliore, se non cercare di farla cappottare dalle risate?” Poi si rabbuiò “Ma non molla… è una dura! E’ un’ora che la costringo a vedere Luttazzi..ma niente da fa'! Non ghigna!”

Poi si alzò di colpo, si avvicinò alla Piagnola, con un sorrisetto satanasso. “Bene, a questo punto, non rimane che una cosa da fare! Ti farò vedere TUTTE le registrazioni del TG4 di Emilio Fede! E allora vedremo se riuscirai a non ridere, piagnola maledetta!!”

Alain rimase di stucco a quelle parole… ah! Quale tecnica di tortura raffinata! André era veramente una scoperta nuova ogni giorno.

Poi si ricordò del motivo per cui era andato dal suo amico. “Tu stai qui, a pensare alla Piagnola, e là fuori sta per succedere qualcosa.”

“De che?”

“Il MOIGE!!”

André caracollò a velocità smodata verso un attaccapanni di metallo, con l’evidente intenzione di ricorrere al caro e vecchio “toccaferro”. *

“Nun lo dì!! Porta più sfiga di quella Piagnola! E toccati!! Nun lo dì più quel nome!!”

“Lo devo dire, invece! Il…” si interruppe, appena vide André… darsi una “toccatina” di scaramanzia. “Quelli lì, insomma, stanno preparando qualcosa! Li ho beccati sulla spiaggia, in una baracca! Ammazza quanto sono brutti!” esclamò schifatissimo.

“Che cosa stanno preparando?? Le lucciole, guarda le stelle, l’extension, i Pokemon censurati, Crostona D’Avena… più di questo, che altro vogliono combinare??”

“E chi lo sa? Io non ci capisco una fava di quello che dicono! Ecco perché sono venuto da te! Devi fare il traduttore.”

“Sì… vabbè… vengo… prima però, fammi prendere questi…” rispose André e, raccolti corni, cornetti e rosari, i due bagnini lasciarono la baracca.

 

Raggiunta l'altra baracca, e appostatisi sotto l’identica finestrella di prima…

“Mo… stai zitto che devo capire cosa dicono…”

Ecco cosa udì il belwatch André:

Dialogo del MOIGE:

Adepto 1 - “xxxx, xxx!!!xxxxx xxxxxx, xxxx!!”

Adepto 2 - “XX!!”

Adepto 1 - “xxx,xxxx? xxxxx, xxxx. Xxxxx x’ xxxxx”

Adepto 3 - “x xx xxxxxx! Xxxxxx xxxxxx, xxxx!!!”

Il dialogo della Setta continuò così per diversi minuti.

“Ma che dicono?? Sono tutte “X”!” esclamò Alain.

“Nooo! Non sono x! E’ il “Moigese”… usano le x per non usare termini “sporchi”…” bisbigliò André.

“Ehhh??? Ma sono TUTTE X!!” Alain ci capiva sempre meno.

“Appunto…” fu la risposta sarcastica del bagnino André. “Ho sentito abbastanza, comunque! Che casino! Che gran casino… ops… scappiamo! Ho detto “casino”… se il “Moige-detector” è in funzione, ci beccano e ci fanno il mazzo a tarallo!!”

Così, a gambe levate, tornarono verso il rifugio di André.

E qui, il nostro bagnino 1, riferì quanto aveva appreso dalla riunione della Setta.

Loro… hanno un piano diabolico! Hanno fatto arrivare uno squalo… un residuato di Hollywood del film “LO SQUALO 34”. Lo hanno fatto addestrare perché rimanga nei pressi della nostra spiaggia… e il loro diabolico piano è…”

“Farci mangiare tutti???”

“Sì!”

“Piagnola compresa?”

“Anche…”

“Beh..non tutti i mali vengono per nuocere!”

“Imbecille!! Domani prenderemo la barca, individueremo lo squalo e lo faremo fuori…”

“E come??”

“Se è stato addestrato per il MOIGE… eh eh… so io cosa fare… non ti preoccupare…” rispose André, e le illustrò il SUO piano…

 

La mattina dopo

 

Anzi, l’alba…

André camminava impettito in direzione del molo, con aria decisa. Per l’occasione aveva indossato un paio di occhiali in perfetto stile “Ispettore Callaghan il caso Scorpio è tuo!”

Alain, invece, indossava piuttosto malamente due borse Louis Vuitton… sotto agli occhi.

“Piano! Vai piano, André! Che corri a fare?”

André si girò verso di lui. “Io non corro! Sei tu che sei moscio come un polpo bollito! E sai perché??”

“Perché?” biascicò il povero Alain.

“Germania - Alain 5 - 0 ai calci di rigore! Ecco perché! Quella vichinga della malora… non vedi come ti ha ridotto? Perché cavolo ieri sera, sei dovuto tornare a cercarla? Ma vediti un po’.”

“Sei solo geloso eh eh! Perché tu invece, al solito, sei rimasto in panchina… non so se mi spiego!”

Ma ancora per poco…

Infatti, appostata lì, da giorni innumerevoli, di giorno come di notte, la solita folla di bagnanti donne attendeva il bagnino André Grandier al varco, per partire all’assalto delle sue virtù.

E così, i nostri eroi, dovettero compiere uno scatto da quattrocentisti per raggiungere il molo e la barca che sarebbe servita per attaccare LA MORTE NERA!

 

Lasciato il molo, buttate a mare altre gentili donzelle che si erano nascoste nella barca, i due beiwatch partirono alla ricerca dello squalo.

Raggiunto il largo e buttata l’ancora, André, improvvisamente, si diede del cretino. Non era una buona occasione per legare due piombi alla Piagnola e farla finita una volta per sempre? Altro che àncora…

“Bene! Per prima cosa, dobbiamo attirare qui lo squalo.” esclamò Alain.

“No, basterà la nostra presenza: Le turpi scene di La Rosa di Versailles lo richiameranno qui..” fu la risposta concisa di André.

E, infatti, come per magia, il mare iniziò incresparsi, un movimento violento… eccolo!!!!

Il mostraccio marino era enorme! Si alzò, passando di fino la barca dei due beiwatch.

“E' lui! L’ho riconosciuto, Alain! Ha il simbolo malefico!”

“Quale?”

“Il demoniaco sigillo del MOIGE! Forbici e cancellino!!”

 

Infatti, sull’enorme muso, il pesciaccio esibiva una specie di tatuaggio bianco, con una forbice ed un cancellino stilizzato che si incrociavano.

 

“Ma che strano… io pensavo che quello fosse il simbolo del PCI…” mormorò Alain confuso.

“Io lo sapevo… quel maledetto Otty… tutti gli altri cani per bene cosa fanno? Trasmettono le pulci, al massimo la rabbia… Quel cagnaccio svedese, invece, è peggio di una lobotomia! Sennò non mi spiegherei le sparate che fai! Ma che PCI! Quello è il tremendissimo… MOIGE DICK!!”

“Per tutte le immersioni subacquee!!” esclamò Alain, (che improvvisamente assunse le sembianze di Robin e che, come lui, si esprime in queste assurde affermazioni, quando invece, chiunque altro direbbe CAZZAROLA!!!!!!!)

“Che cosa facciamo Batma… ehm… André?” un po’ intimorito dalla massa del pescione.

Alain guardò l’esemplare ittico e pensò “Mannaggia a te, André! Tu devi sempre fare l’eroe?? Magari per rimorchiare quella là… Oscar… Non potevo stare a casa, a guardarmi il Gran Premio??”

“Aiutami a caricare il cannone, invece di stare lì come un merluzzo!” gli gridò André.

“Con cosa? Non vedo proiettili…”

“Vedi quelle casse laggiù? Aprile!”

Alain eseguì e, con sua grande sorpresa, vide che le casse sono stracolme di una polvere piuttosto spessa.

“André… ma deciditi! Vieni qui per uccidere MOIGE DICK o per farti una canna??”

Il bagnino Grandier scosse la testa. “None! Quella sarà la nostra arma! Sai cos’è quella polvere?”

“Mi arrendo…”

“Ho tritato fini fini, manga e vhs di manga e cartoni vari… che hanno una particolarità… Sono esenti da tagli e censure! In versione integrale eh eh!!”

“Urgh!”

“Ci riempiremo le pallottole… e saranno peggio dell’acqua santa per un vampiro! Peggio di una maglia laziale che si accosta alla pelle di un giallorosso! Veleno puro!! Uccideremo così MOIGE DICK!”

Alain sgranò gli occhi. Ma quant’è intelligente questo ragasso…

 

E così, iniziò la battaglia.

Il pescione risentiva dei colpi dei proiettili, ma continuava a resistere…

“E’ più resistente di quanto pensassi! Come avranno fatto a renderlo così robusto??” urlò André.

Ormai, i due beiwatch stavano per terminare i proiettili…

Che fare, si domandarono l’un l’altro con lo sguardo?

Alain, improvvisamente, si gonfiò in petto. La sua espressione cambiò totalmente.

E qui parte come sottofondo la colonna sonora di Indiana Jones che, in questi frangenti, ci sta sempre bene!

 

“Rimane una cosa sola da fare!” declamò in tono drammatico.

“Cosa?”

“Lo sai, André. Quella…”

“No! Non ci arrenderemo mai!!!!!”

“Cretino! Non siamo al 13 luglio! Siamo a Ferragosto, seminudi su una tinozza e con un bestione di cinquecento tonnellate che aspetta di farsi uno spizzichino con te e me! Li mort**** pure alla Ikeda!!!”

Detto ciò, Alain preparò una bandiera bianca rudimentale e cominciò a sventolarla in direzione del MOIGE DICK.

“Ci arrendiamo! Ci arrendiamo!! Siamo pronti a trattare!”

Il pesciaccio si avvicinò alla barca e alzò il muso verso di lui.

“Siamo pronti a fare qualsiasi cosa! W la censura! W i tagli! W il MOIGE!!!!!” gridò, facendo pure il saluto romano.

“Alain! Sei un traditore!”

Ma inutile. Alain sembrava non sentire le parole del bagnino 1.

“André, passami un foglio e una matita. Firmeremo il trattato con il MOIGE.”

“Mai!!!! Piuttosto la morte!”

“Muoviti!!!! Vammi a prendere questo foglio!!!!!”

André, seppur a malincuore, fece quanto gli veniva detto e ritornò con foglio e matita…

“Avvicinatevi, MOIGE… so che siete lì dentro!!”

“Come lì dentro??” chiese André perplesso.

Alain si girò verso il beiwatch 1 e sussurrò “Dammi retta! Se arriva da Holliwood, quello squalo è finto e dentro ci sono…”

“ARGHHHH!!! La setta! La morte nera??”

“Già… ma adesso vedi un po’… cosa gli fo'”, sghignazza sotto i baffi Alain.

Così, sporgendosi dalla barca, allungò il foglio verso il muso dello squalone e…

Incredibile! La bocca del pescione si allargò… e dall’interno si vide spuntare una… mano tatuata sempre con il sinistro sigillo…

“Dovete firmare anche voi, perché il contratto sia valido”, disse Alain, con voce suadente.

“Dove esattamente?” rispose una voce sospettosa, con un’eco paurosa, che ad André ricordò improvvisamente la stessa eco che sentiva quando puliva le orecchie di Otty..

A questo punto, Alain infilò quasi la testa nella bocca del pesciaccio ed urlò:

“Firmate qui! Vedete? Qui… dove la SUPERCAZZOLA FA LO SCAPPELLAMENTO A DESTRAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!”****

Quelle turpi parole, pronunciate, per di più, dal personaggio di uno dei cartoni più odiati dalla malefica Setta del Moige… ebbene quell’incrocio, quella miscela incredibile fecero esplodere lo squalone… e tutto il suo contenuto.

 

Mentre pezzi vari del pescione meccanico, dopo essere saltati in aria, ricadevano in acqua, Alain si volse verso André.

“Che ne dici? Lavoretto pulito eh?”

“Sì… bravo!!”

“Bene… possiamo tornare a riva…”

“Aspetta Alain…” André scartabella il copione. “Qui c’è scritto che alla fine dell’avventura, i due eroi si stagliano sulla prua, guardando il tramonto…”

“Tramonto?? Ma è mattina!”

“Ah...beh… colpa della sceneggiatrice. Vabbè… faremo i due eroi che si stagliano… guardando la matinèè. Poi… tu, sempre secondo il copione, a questo punto dovresti dire una frase epica… simbolica…”

“Ah, qualcosa tipo: SIAMO AMERICANI, SIAMO FORTI E BRAVI, ANCHE QUESTA VOLTA ABBIAMO SALVATO IL MONDO… o comunque roba del genere?”

“Sì, allora, ti decidi a dire questa frase? Sennò qui famo notte…”

Alain sospira lungamente, inforca di nuovo gli occhiali “fannotantofigo”, si gira verso la prua della barca e, con voce intensa e roca, alla RAMBO, dice:

“C’andiamo a fare due spaghi?”

 

Fine

 

*       Scena antijella presa pari pari, dal film “Perdiamoci di vista” del mitico Verdone.

**** Frase presa dal mitico “Amici miei”… e dal grande Tognazzi. WW la sua ironia!^_^

 

 

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